Monte dei Pegni

… ” Nel gennaio del 1623, la Corporazione dei Conciatori, animata da spirito filantropico, stabili di fondare un Monte di Pietà, allo scopo di sovvenire specialmente gli artigiani conciatori che si trovassero in indigenza.

Come prima fonte di detta istituzione, lasciarono, in compromesso, la somma di ducati 161.010. Il 15 marzo dello stesso anno, fecero pervenire, a mezzo del Cappellano Maggiore al Viceré di Napoli, Don Antonio Alvarez de Toledo. Duca d’Alba, un memoriale nel quale esprimevano il desiderio di fondare il Monte, sotto il titolo del loro protettore, S. Sebastiano Martire, da governarsi e reggersi a guisa del Monte della Pietà della Città di Napoli.

Nel memoriale specificavano che il costituendo Monte sarebbe stato governato da sei Of­ficiali scelti tra i Mastri dell’arte dei Coirari: tre protet­tori. due revisori ed un cassiere, da eleggersi ogni anno « per voce ad elezione pubblica».

Scopo della istituzione sarebbe stato quello di « aiuta­re non solo gli homini dell’Arte, poueri e povere, nei. loro bisogni e necessità, ma anche i poueri bisognosi di detta Terra e luoghi vicini e maritare povere donzelle figlie delli homini dell’Arte, coll’impegnare gratis e senza mercede al­cuna sopra pegni, poca quantità di denaro, per mesi sei».

Inoltre rappresentavano che se i pegni, non riscattati entro i sei mesi, fossero stati venduti a maggior prezzo della quan­tità prestata, la differenza sarebbe stata restituita al pro­prietario del pegno, e che «per qualsiasi controversia che avesse a sorgere tra i debitori e gli Officiali del Monte, que­ste avrebbero dovuto appianarsi con i deputati del Monte e non innanzi ai Tribunali».

La richiesta dei predetti Mastri dell’Arte venne accol­ta integralmente dal Viceré che, con privilegio in data 24 marzo 1623, autorizzò la creazione del Monte.

Il18 novembre 1638. essi chiesero ed ottennero dal Viceré Duca di Medina de las Torres, alcune modificazioni al privilegio rilasciato nel 1623 dal suo predecessore Duca D’Alba, riguardanti particolarmente la elezione degli Offi­ciali: «Si eliggano ogni anno detti Uomini del Arte, timo­rosi di Dio et atti et idonei a detto esercizio et per voce se­crete ò pubblice, come meglio li parerà ».

La richiesta venne concessa con privilegio del 24 feb­braio 1639.

TI 5 agosto 1652, per aumentare le rendite del Monte e per decorare la Chiesa di S. Sebastiano, i Maestri della Arte della Concia si riunirono, in numero di novantacinque. e stabilirono di donare per nove anni, al Monte ed alla Chiesa, il provento della vendita del carniccio e dei peli ot­tenuti dalle pelli comperate e da comperarsi.

Tale dona­zione prevedeva un utile di 1150 ducati all’anno. L’ istra­mento relativo: « Donatio carniccio et piantina prò Sacro Monte Sancti Sebastiani» venne stipulato dal notaio Mi­chele Rabuanelli.

Nel 1659 i Maestri dsll’Arte, in numero di novantatre con altro istrumento dello stesso notaro, estesero l’obbligo della donazione fino alla estinzione dell’industria…”

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