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CASTELLO

Il Castello Medievale, vista la sua collocazione strategica, domina sull'intera cittadina di Guardia Sanframondi. Voluto da Raone, primo cittadino di Cerreto Sannita e componente della famiglia Sanframondo, fu conquistato tra il 1134 e il 1139 da Re Ruggiero che contese il ducato di Puglia con Rainulfo.

Inaccessibile da nordovest per l'alto dislivello (30 metri) del banco roccioso su cui era, ed è tutt'ora, poggiato e da nord per la presenza dell'alveo di un torrente, gli ingressi si trovavano, secondo un'ipotesi dello storico Domenico Pengue, ad est e a sud. La porta principale si trovava dove è attualmente Piazza Castello, in corrispondenza della torre visibile ancora oggi.

Con il passar del tempo ed il verificarsi di catastrofi e intemperie, il Castello subì danneggiamenti notevoli (molti dei quali legati al terremoto del 1456) che furono in parte risanati nel 1461 ad opera degli Aragonesi ed in parte con interventi realizzati dai Carafa a cui fu affidato fino al 1806.

CASTELLO

Il castello assunse nel tempo una sagoma da 'palatium', che conserva in parte ancora oggi che il monumento è stato quasi completamente recuperato e riaperto al pubblico. Infatti solo nel XX secolo, dopo cinque anni di restauro (1980-1985), la ricostruzione di questa fortezza ha permesso il recupero dalle rovine di due grandi ambienti e di un enorme terrazzo allestito a teatro all'aperto destinato alle rappresentazioni teatrali e alle proiezioni cinematografiche organizzate durante le numerose manifestazioni dell'estate guardiese.

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Attraverso una scala in ferro si raggiunge una sala riservata a dibattiti e convegni. Nel corso dei secoli una caratteristica è ancora intatta: la bellezza del panorama che si ammira da questo castello (dalle montagne di Pietraroja al Monte Mutria, da Monte Erbano a Monte Acero, da Solopaca e Ponte ai dintorni del paese, inondato da filari di uve che allontanano il ricordo delle antiche battaglie e invogliano a piacevoli soste conviviali).

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Oggi il castello è reso maggiormente fruibile, vista la realizzazione di un ascensore che da Piazza Castello porta al Piazzale principale del maniero.

LE CHIESE

BASILICA SANTUARIO DELL'ASSUNTA

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La Basilica di Santa Maria Assunta e San Filippo Neri è l'unica chiesa parrocchiale del Comune di Guardia Sanframondi. Nella sua cornice barocca evidenzia ancora una lontana cultura romanica, offuscata da stratificazioni varie ma mai distrutta, come testimoniano la struttura dell'abside in conci non squadrati, le colonne in pietra all'interno e gli eleganti rosoni sulla facciata.

Edificata, probabilmente nel XVII secolo, si presenta a croce latina con tre navate e quattro archi laterali sorretti da cinque colonne di pietra. La navata centrale, dedicata all'Assunta, ed il transetto sono coperti da capriate in legno con controsoffitto ligneo a riquadri dorati ed in parte intagliati. Le navate laterali, rispettivamente quella a sinistra dedicata al SS.mo Sacramento e quella a destra a San Filippo Neri, sono coperte con volte a botte lunettata.

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Caratteristica delle navate

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Soffitti lignei della navata centrale e del transetto

Sull'altare maggiore, in marmi policromi, è posta l'antica scultura della Vergine Assunta oggetto di profonda devozione da parte della popolazione locale.

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CHIESA SAN SEBASTIANO

La chiesa di San Sebastiano Martire, nasce come semplice cappella (risalente al 1515) e luogo di preghiera dei membri della Confraternita di Santa Maria della Pietà. Successivamente i 'conciatori di pelli', l'ampliarono fino ad ottenere la struttura che oggi presenta.

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Uno degli elementi che caratterizza la Chiesa di San Sebastiano è il forte contrasto che si ha tra l'esterno, semplice e privo di decorazioni, e il suo interno sfarosamente in stile roccocò. All'ingresso si nota, infatti, il portale di pietra arenaria che, nonostante i fattori atmosferici corrosivi, conserva intatta la sua eleganza tutta cinquecentesca. L'interno, invece, rappresentato da un'unica navata, è diviso in quattro arcate per lato in cui sono siti gli altari della 'Fuga in Egitto', di 'San Michele', della 'Madonna della Neve' e della 'Pietà'. Nelle sue arcate successive vi sono, invece, dipinti raffiguranti 'San Girolamo' e 'Sant'Agnese'.

L'altare maggiore, al cui centro vi è collocata la tela raffigurante 'Il Martirio di San Sebastiano', è realizzato con marmi rari e pregiati nonché arricchito da putti ed eleganti tarsie. Ai lati dell'abside si trovano altre due tele raffiguranti il 'San Sebastiano curato da Irene' e il 'Martirio'; in alto, nella piccola volta, c'è l'affresco dell'Estasi del Santo Martire'. Le strutture murarie e decorative sono del Domenico Antonio Vaccaro, il più prestigioso artista napoletano del 700, chiamato a Guardia Sanframondi dal ceto dei conciatori di pelli per prestare la sua opera come scultore e come stuccatore scenografico tra la prima e la seconda decade del secolo XVIII.

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I dipinti della volta, tutta affrescata, e le tele sono invece di Paolo De Matteis, discepolo di Luca Giordano, chiamato a Guardia appena rientrato da Parigi dove era stato impegnato in alcuni dipinti della Reggia di Versailles. Nel riquadro centrale della volta è raffigurata la 'Gloria dell'Assunta'.

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Nei riquadri sottostanti i Quattro Evangelisti, mentre Angeli osannanti e recanti serti di fiori sono disposti nei tondi terminali. Otto Virtù Morali (Vigilanza, Mansuetudine, Preghiera, Prudenza, Religione, Semplicità, Povertà, Purezza) sono rappresentate con lo stesso geniale impegno nelle lunette che sovrastano il cornicione.

AVE GRATIA PLENA

L'Ave Gratia Plena, edificata come piccola cappella nel XV secolo, alla quale era annesso un ospedale ed un brefotrofio, fu la prima Chiesa di Guardia Sanframondi ad essere costruita nell'antica cerchia dell'abitato più antico, Chiesa, tra le più importanti e frequentate del paese, fino a quando vi sono state celebrate le funzioni religiose.

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Nel 1511 fu ringrandita e in seguito al sisma del 1688 ricostruita nella struttura in cui oggi si presenta: unica navata a forma rettangolare con soffitto ligneo, a riquadri dorati ed intagliati, ed un altare maggiore, in marmo policromo, in cui vi è presente una tela del Paolo De Matteis raffigurante 'L'Annunciazione'.

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Caratteristici risultano il 'Cappellone' (antica chiesa) ed i resti di alcuni altari laterali in marmo. A sinistra della porta d'ingreso della Chiesa si eleva un alto e slanciato campanile in pietra lavorata, alla cui base sono scolpiti due leoni. Particolari sono i sei finestroni campanari e la cupola ricoperta di maioliche colorate.

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Da sempre, ed ancora oggi, è luogo di raduno, di partenze e di ritorno per il corteo dei penitenti del Rione Piazza durante i Riti Settennali di Penitenza in onore di Santa Maria Assunta. Interdetta al culto e recentemente restaurata, l'Ave Gratia Plena è adesso un Hub delle culture, che vanno dall'arte alla pittura al teatro alla musica, diventando così polo privilegiato di attrazione turistico-culturale.

CHIESA DI SAN ROCCO

La Chiesa di San Rocco, fu edificata nel 1575 per iniziativa degli abitanti del Rione Croce in seguito all'imperversare di una pestilenza. Per questo motivo fu deciso di dedicare il tempio sacro a San Rocco, riconosciuto come il santo liberatore di ogni epidemia contagiosa. Con il crescere ed il progredire della gente del Rione, la Chiesa divenne un importante centro di fede.

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Il sacro edificio, che esternamente si presenta imponente, sul basamento dal quale si eleva la sua inusuale forma slanciata a pianta ottagonale ed a cui si accede tramite una singolare gradinata, fu arricchito ed abbellito, al suo interno, da ornamenti e da varie opere d'arte. Quest'ultime sono: il 'Trionfo di San Rocco' (al di sopra dell'altare maggiore, databile 1710), il 'Riposo dalla fuga d'Egitto' (entrando a destra, databile 1711) ed il 'San Gennaro tra San Filippo Neri e Federico Borromeo' (entrando a sinistra, databile 1711).

Ancora oggi, e forse dall'inizio della sua costruzione, la chiesa è il punto di riferimento degli abitanti del Rione Croce in occasione dei Riti Settennali di Penitenza in onore dell'Assunta. Di recente restauro la chiesa è stata nuovamente aperta al pubblico, anche se i pregevoli stucchi che ricoprivano la volta a cupola sono ancora oggetto di intervento.

CONVENTO DI SAN FRANCESCO

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Costruito nel 1671 dall'Università di Guardia, che acquistò anche diversi terreni per ampliare l'edificio, il Convento fu dimora dei Frati Minori Francescani a partire dal 1629. Successivamente, due forti terremoti, quello del 1688 e quello del 1805, ridussero in macerie la struttura con conseguente soppressione degli ordini religiosi. Nuovamente ricostruito, fu adibito prima a caserma, poi a carcere ed infine a pretura e scuola. Solo nel 1833 i Frati ritornarono a Guardia, fino a quanto nel 1866, in seguito alle leggi eversive di Gioacchino Murat, il Convento fu sopresso. Ancora, nel 1900, i Frati ritornarono ad abitare il Convento grazie alla concessione avuta dall'Amministrazione Comunale. Qui vi rimasero fino al 1951 quando fu abbandonato definitivamente viste le condizioni di instabilità in cui versava.

Il Convento, noto anche con il nome di Chiesa di Sant'Antonio, si mostra a pianta quadrangolare con la presenza di un portico con colonne in pietra locale lavorata, al cui centro vi è un chiostro, e volte affrescate con raffigurazioni barocche d'opera dell'artista guardiese Michele Foschini. Al suo interno, in stile barocco, vi sono sei cappelle laterali. Infine, alle spalle del complesso vi è un giardino protetto da alte mura in pietra.

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Oggi la costruzione appartine alla Congregazione dell'Oratorio dei Padri Filippini ed è stata oggetto di un intervento di consolidamento e restauro che ha rimosso le problematiche legate all'instabilità della stessa.

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LE FONTANE

FONTANA DEL POPOLO

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La Fontana del Popolo è un imponente monumento voluto dal popolo, come ricorda l'iscrizione ben visibile posta nella parte centrale, fu eretto nel 1886 su progetto e disegno dell'Ing. Ciriaco Parenti di San Lorenzo Maggiore.

Costruito in pietra bianca locale da maestranze sicuramente del posto, ha assolto da sempre, e fino ad anni non molto lontani, la funzione di fontana, bene indispensabile per le necessità domestiche per casalinghe e massaie e refrigerio per uomini assetati, ed la funzione di abbeveratoio, ristoro ricercato dagli stanchi animali da trasporto. E' composta nella parte inferiore da una vasca, posta su un basamento, in cui si riversano tre getti d'acqua fuoriuscenti da elementi decorativi; il getto centrale esce da un mascherone in cui risultano scolpiti e rilievo due serpenti intrecciati sormontati da una conchiglia; i due getti laterali escono invece da mascheroni che riproducono semplici conchiglie.

La parte superiore è formata da una struttura massiccia, divisa in sensi verticale in tre parti e racchiusa tra lesene con capitelli in stile ionico, che presenta nel punto terminale una trabeazione trasversale racchiusa da due cornicioni e divisa pure in tre parti: in quelle laterali, là dove una volta erano posti due orologi idraulici, campeggiano gli stemmi dei Sanframondo e dei Carafa, famiglie nobili che hanno tenuto il feudo il paese; in quella centrale è apposta l'iscrizione che ricorda la costruzione della struttura.

FONTANA PIAZZA ANTICA

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La Fontana Piazza Antica riempie, nelle sue sobrie linee classicheggianti esaltate dalla locale pietra bianca con cui è stata eretta, l'angusto largo in cui è ubicata. Addossata alla parete di un'abitazione privata, è formata da una pedana in cui si erge un basamento squadrato e delimitato da listelli ad angolo retto. Sul basamento è adagiata un'ampia vasca costruita da due blocchi suturati quasi centralmente modanata a toro sporgente nella parte superiore. Sul bordo interno della vasca si eleva il corpo di una struttura lineare, formata da blocchi squadrati di pietra, nella parte inferiore della quale sono scolpiti ad alto rilievo in tre distinti vlocchi, due rosoni laterali e la testa di una figura femminile sormontata dallo stemma del paese. Dai due rosoni e dalla bocca della testa fuoriescono tre getti che ricadono in tre tazze incavate nel fondo della vasca. La struttura nella parte superiore termina nella cornice di un frontone di stampo classico, nel cui timpano triangolare, pure formato da blocchi in pietra, è inserita la scritta, in numeri romani, 1866 probabilmente anno della sua fabbricazione.

FONTANA DELLA PORTELLA

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Nel piccolo piazzale in cui confluiscono Via Portella e Via Filippo De Blasio, addossata ai piedi della parete rocciosa su cui sorge il Castello Medievale, è stata eretta, tra il XVI e il XVII secolo, l'artistica Fontana della Portella. La struttura si presenta stupenda nel materiale in cui è lavorata (pietra bianca locale) e nella sua semplice e robusta fattura.

Su un basamento con modanatura centrale concava e lavorata a toro, specialmente nella parte superiore, è posta una monolitica vasca, pure modanata nella parte superiore, in cui ricade l'acqua delle due cannelle. I getti fuoriescono dalla bocca di due mascheroni a rilievo che hanno l'aspetto di teste d'angelo fornite di ali nella metà parte inferiore. Esse occupano lo spazio centrale dei due riquadri da cui è formato il frontale della fontana. I due riquadri, delimitati da livelli verticali lineari, sono sovrastati da due cornici orizzontali a sbalzi, sempre più accentuati verso la parte superiore, che risultano separate da un fascione orizzontale che fa da fregio. Sopra la seconda cornice campeggia, in posizione centrale e pure lavorato e sbalzo, lo stemma del paese.

FONTANA DELLA FONTANELLA

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La Fontana della Fontanella, posta nell'omonima piazza nella parte bassa del paese all'ombra di un enorme platano (risalente alla prima guerra mondiale), si presenta costruita da una pedana su cui si ergono due basamenti squadrati e delimitati da listelli ad angolo retto. Sul basamento esterno, che da su Via Nazionale Fontanella, è adagiata un'ampia vasca, adibita ad abbeveratoio, mentre su quello interno, che da sulla piazza, è adagiata un'ampia vasca, adibita a lavatoio. Entrambe le vasche sono costruite da due blocchi saturati centralmente.

La fontana, presenta una struttura lineare formata da blocchi squadrati di pietra nella cui parte inferiore sono scolpiti, ad alto rilievo, i due rosoni da cui fuoriesce l'acqua; mentre nella parte centrale vi è scolpito lo stemma del comune. Il tutto termina con un timpano triangolare di stampo classico.

FONTANINO

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Il Fontanino, sito nell'incrocio tra Via Vicinato Nuovo e Via Pietralata ed incassato all'interno di una parete, risulta caratterizzato da una vasca in pietra locale squadrata ed una parte centrale semplice in cui vi sono realizzati, in rilievo, un mascherone centrale e due rosoni laterali da cui fuoriesce l'acqua. Nella sua semplicità la fontana, in tempi passati, veniva usata come abbeveratoio per gli animali e come fontana per le necessità domestiche.

FONTANA DEL CANALICCHIO

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La Fontana del Canalicchio, definita così perché posta nell'omonima strada in un largo del centro storico, è caratterizzata da un basamento squadrato caratterizzato da tre blocchi su cui è poggiata una vasca monolitica la quale presenta su un lato un 'nasone' da cui fuoriesce l'acqua. Alla base della stessa, in un recente restauro della piazza, sono state create delle grate per lo scolo delle acque.

FONTANA SAN FILIPPO

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Posta nell'omonima piazza all'angolo sottostante le gradinate che salgono verso il centro storico, la fontana si presenta caratterizzata da un basamento concavo formato da vari blocchi in pietra locale, su cui è poggiata una vasca monolitica in cui ricade l'acqua. La parte frontale, semplice, è caratterizzata da un unico blocco in pietra, posto a rilievo, su cui è incisa la scritta 1961 ed in cui è posto un rosone da cui fuoriesce il getto d'acqua. Il tutto completato da un timpano triangolare costituito da forme squadrate.

FONTANA DEI DUE MASCHERONI

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Tale struttura, sita in Via Fontana, è caratterizzata da un basamento in pietra squadrata/lavorata su cui è posta una monolitica vasca al cui interno sono incavate tre tazze. I getti d'acqua fuoriescono da due mascheroni a rilievo che hanno l'aspetto di due teste. Nella parte alta della struttura campeggia lo stemma comunale lavorato a sbalzo. Con funzione prettamente di fontana/abbeveratoio la struttura a volte fungeva anche da lavatoio. Sulla parte destra, infatti, troviamo una seconda vasca profonda e caratterizzata da un piano inclinato utilizzato come lavapanni. L'acqua qui vi giungeva dalla prima vasca attraverso un foro creato nella parete divisoria e defluiva poi infine da un secondo foro realizzato alla base della vasca/lavatoio.

FONTANA DEL CALCARE

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La Fontana del Calcare, posta sottostante l'incrocio Via Calcare-Via Monte Tre Croci e Via Croce, si presenta caratterizzata da un basamento in blocchi di pietra su cui è posata una vasca con duplice finalità; la parte iniziale, caratterizzata da due mascheroni da cui fuoriesce l'acqua, funge da fontana, mentre la seconda da lavatoio.

FONTANA DEL CANALE

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La Fontana del Canale, sita in Via Comunale San Francesco, è una struttura caratterizzata anch'essa, come la precedente, da un basamento in blocchi di pietra su cui è posta una vasca con duplice finalità; la parte iniziale, caratterizzata da tre mascheroni da cui fuoriesce l'acqua, funge da fontana, mentre la seconda da lavatoio. L'acqua qui vi giungeva dalla prima vasca attraverso un foro creato nella parete divisoria e defluiva poi infine da un secondo foro realizzato alla base della vasca/lavatoio. Nella parte superiore del mascherone centrale vi è un'incisione in parte leggibile che colloca la sua realizzazione all'anno 1946.

FONTANA DELLA SORGENZA

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La Fontana della Sorgenza, posta all'incrocio tra Via Sorgenza e Corso Umberto, è una struttura caratterizzata da tre vasche realizzate interamente da blocchi squadrati in pietra locale (Pietra di Pietraroja). Risalente all'anno 1916 circa, la fontana è sempre stata un bene indispensabile per la necessità domestiche di casalinghe e massaie, refrigerio per uomini assetati e abbeveratoio/ristoro ricercato dagli stanchi animali da trasporto. In ultimo, tale fontana, è stata restaurata nel 2003; restauro che ha visto la sostituzione di alcuni blocchi di pietra nonché la realizzazione ex novo di uno spazio con funzione di sosta, oggi molto utilizzato dagli anziani del paese, quale luogo di refrigerio, o da ciclisti che in varie occasioni vi fanno tappa.

LE PORTE

L'antico abitato di Guardia Sanframondi era limitato dai muri delle case che, continuandosi l'uno con l'altro, lo circondavano. Di tanto in tanto si aprivano delle porte. In un primo tempo le porte erano sette: Porta dell'Olmo, Porta Francesca, Porta di Santo, due site al Canalicchio (ad occidente e mezzodì), la Porta Ratello (ubicata in Strada Filippo Maria Guidi) ed infine Porta della Planca (sita nell'antica Piazza del Macello, detto volgarmente laPlanca). Dalla Porta di Santo alla Porta della Planca si estendeva la cosidetta Piazza Maggiore (oggi Via Filippo Maria Guidi) che divideva a metà l'antico abitato; in tale strada vi erano gli edifici più importanti della Curia, della Magistratura e della Dogana. Con l'estendersi del paese le porte divennero dieci, in quanto furono costruite altre tre porte, una detta Porta del Condotto, una detta Porta delle Botteghe in prossimità delle botteghe della concia, nei pressi della Chiesa di San Sebastiano, ed una detta Porta della Croce, sita nel norgo omonimo. Di tale porte oggi ne sono rimaste soltanto tre ovvero Porta dell'Olmo, Porta Francesca e Porta di Santo.

PORTA DELL'OLMO

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Porta dell'Olmo, sita nell'omonima strada, chiudeva il lato ovest del paese ed era ubicata prima di Via Pietralata, la più antica del borgo. Superata tale porta si trovavano palazzi importanti: il Vaticano, Prefettura,etc. Il nome di tale porta deriva probabilmente dall'albero di olmo allignato nelle sue vicinanza. Ad oggi è possibille, ancora, osservare unicamente la struttura di tale porta.

PORTA FRANCESCA

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Porta Francesca, sita in prossimità dell'attuale Piazza Castello, chiudeva il lato nord del centro antico del paese e ad oggi rappresenta l'entratat che conduce al Castello; fortezza arroccata su una roccia naturale e che durante le varie dominazioni ha rivestito importanti ruoli politici e militari.

PORTA DI SANTO

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Porta di Santo, chiudeva il lato sud del centro antico del paese, che si affacciava alla valle sottostante, portando ai campi. Essa, infatti, era quotidianamente attraversata dai contadini. Ad oggi la porta conduce alla Basilica Santuario dell'Assunta.

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